“Un Paracadute per Grace”: commozione, storia e valori al I’evento nazionale di Associazione Grace e ANPd’I
Albert Einstein lo diceva: «La mente umana è come un paracadute: funziona solo quando si apre».
Un evento rivolto al concetto di bellezza non come attributo estetico ma come valore di Vita. Questo è stato “Un Paracadute per Grace”, la prima iniziativa nazionale organizzata dall’Associazione Grace, guidata dal Presidente Lidia Papisca, in collaborazione con l’ANPd’I di Reggio Calabria – presieduta da Annunziato Mileto – in ricordo del fondatore della stessa sezione Cav. Eugenio Papisca ed ospitato presso l’auditorium “Fava-Garofalo” della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria.
Una giornata teorico-pratica (quella che prevedeva l’escursione al monumento dello Zillastro nel Parco Nazionale dell’Aspromonte per ricordare i paracadutisti caduti nel secondo conflitto mondiale è stata rinviata a data da destinarsi) che ha trasferito valori e virtù attraverso la disciplina e la filosofia del paracadutista. Un susseguirsi di racconti e testimonianze, moderate dal giornalista Carlo Arnese, ha ripercorso la storia del paracadutismo e la nascita dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia abbracciando i valori dell’Associazione Grace.


Il “paracadute dell’anima” e il valore del fare rete
Ognuno di noi possiede un paracadute invisibile: il “paracadute dell’anima”. Come una vera vela, si aziona nelle occasioni importanti per rallentare la caduta e trasformarla in una dolce discesa. Una realtà che le persone con patologia oncologica conoscono benissimo, come ha ribadito un’emozionata Lidia Papisca, Presidente dell’Associazione Grace.
Al tavolo dei relatori si sono succeduti i vari saluti istituzionali, sottolineando l’importanza della sinergia tra associazioni ed enti locali. Hanno preso la parola il Colonnello Vittorio Carrara (Comandante Scuola Allievi Carabinieri Reggio Calabria), Paolo Brunetti (Sindaco f.f. di Reggio Calabria), Giuseppe Giordano (delegato per la Città Metropolitana), Giovanna Russo (Garante Diritti delle persone private della libertà personale) e Silvia Lottero (Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte).
Dalla storia del paracadutismo alle testimonianze toccanti
I lavori sono entrati nel vivo con l’intervento di Federico Ciavattone, Direttore del Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano dell’ANPd’I, che ha illustrato le fasi salienti delle battaglie condotte dalla Folgore. Il Capitano dei Carabinieri a riposo e paracadutista Cosimo Sframeli ha proseguito il racconto rievocando l’ultima contesa della Nembo in Aspromonte: un’epica battaglia tra 400 paracadutisti del 185° Battaglione e 5.000 soldati canadesi.
Particolarmente toccante la testimonianza di Caterina Iannì, sorella di Giuseppe, il parà reggino deceduto nella tragedia della Meloria del 9 novembre 1971. Caterina, tra le prime donne a lanciarsi col paracadute negli anni ‘70, continua a far parte con orgoglio della sezione reggina dell’ANPd’I.
Dimostrazioni pratiche e premiazioni
La parte tecnica è stata affidata a Piero Preite, già Presidente ANPd’I Cosenza, che ha mostrato nel dettaglio i materiali in uso per i corsi di paracadutismo e l’attività lancistica. L’evento si è concluso con la consegna delle targhe ricordo dell’ANPd’I ai relatori da parte del Presidente della sezione reggina Annunziato Mileto.
