Via libera dal Senato alle norme salva-lavoro.
Più tutele per i lavoratori affetti da malattie oncologiche.
Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla “conservazione del posto di lavoro per i malati oncologici”, dopo il via libera della Camera dello scorso marzo.
La norma, votata in maniera trasversale da tutti i gruppi, è rivolta a lavoratori dipendenti, pubblici o privati, e anche a liberi professionisti con incarichi continuativi, in presenza di patologie oncologiche, croniche, invalidanti o rare, con invalidità ≥74%.
La legge entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026, un minimo segnale di attenzione politica per circa 4 milioni di persone affette da patologie oncologica in Italia.
MISURE PRINCIPALI DELLA LEGGE
1. Congedo fino a 24 mesi:
Congedo non retribuito, continuativo o frazionato, fino a 24 mesi (6 + 18), senza perdita del posto di lavoro.
Il lavoratore rimane escluso dalla retribuzione e può interrompere ogni attività lavorativa esterna.
2. Priorità allo smart working:
Al termine del congedo, viene garantito l’accesso prioritario allo smart working, compatibilmente con la mansione
3. Permessi retribuiti aggiuntivi:
Aumentano da 8 a 10 ore all’anno i permessi per terapie, esami e visite per malati in fase attiva o follow-up precoce, oltre ai lavoratori con invalidità ≥74% e genitori con figli malati oncologici
Le ore aggiuntive seguono la disciplina delle gravi patologie, con indennità economiche secondo le regole vigenti
4. Sospensione per autonomi:
I professionisti con incarichi continuativi possono sospendere l’attività fino a 300 giorni l’anno, in linea con la legge 81/2017
5. Certificazione semplificata:
Basterà il certificato del medico del SSN (medico di base od oncologo), trasmesso via tessera sanitaria e fascicolo sanitario elettronico
Se da una parte la legge garantisce stabilità lavorativa fino a due anni per i lavoratori affetti da malattia oncologica in terapia o follow-up precoce, offre permessi più ampi, facilità nell’accesso allo smart working e tutele anche ai lavoratori autonomi rimangono delle lacune. Il prossimo obiettivo, quindi, sarà quello di colmarle per una tutela più completa e dignitosa.
(Natia Malaspina)


